D.L. “RISTORI BIS”: PROROGA ACCONTI DEL 30 NOVEMBRE 2020

L’art. 6 del DL “Ristori-bis” estende la proroga del termine di versamento della seconda rata degli acconti d’imposta disposta dall’art. 98 del DL 104/2020.  In base a tale disposizione, è stata differita al 30 aprile 2021 la scadenza del pagamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP, dovuto per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 (si tratta del 2020, per i soggetti “solari”). Per quanto non specificato dalla norma, interessate dalla proroga sono anche le imposte sostitutive (ad esempio: cedolare secca, imposte dei regimi forfetario e di vantaggio), le addizionali (ad esempio: maggiorazione IRES per le società di comodo) delle imposte sui redditi e le imposte patrimoniali (IVIE e IVAFE), per le quali si applicano i medesimi criteri di versamento dell’acconto.

Ciò posto, la possibilità di avvalersi della misura è subordinata a un duplice requisito, l’uno “soggettivo” e l’altro “oggettivo”.

Riguardo il requisito soggettivo, destinatari del differimento sono soltanto i soggetti che rispettano entrambe le seguenti condizioni:

- esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA);

- dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice, dal relativo decreto di approvazione del Ministro dell’Economia e delle finanze (pari a 5.164.569 euro).

Possono beneficiare del maggior termine anche i contribuenti che:

- applicano il regime forfetario ex L. 190/2014 oppure quello di vantaggio ex DL 98/2011 (se svolgono attività economiche per le quali sono previsti gli ISA, ancorché siano esclusi dalla relativa applicazione);

- presentano altre cause di esclusione o di inapplicabilità degli ISA (ad esempio: inizio o cessazione attività, non normale svolgimento dell’attività, determinazione forfetaria del reddito, ecc.).

Il differimento interessa anche i soggetti che:

- partecipano a società, associazioni e imprese che presentano i suddetti requisiti;

- devono dichiarare redditi “per trasparenza”, ai sensi degli artt. 5, 115 e 116 del TUIR.

Pertanto, possono beneficiare dei più ampi termini di versamento anche:

- i soci di società di persone;

- i collaboratori di imprese familiari;

- i coniugi che gestiscono aziende coniugali - i componenti di associazioni tra artisti o professionisti (ad esempio: professionisti con studio associato);

- i soci di società di capitali “trasparenti”.

Stando ai chiarimenti resi in occasione di precedenti provvedimenti di proroga aventi il medesimo ambito applicativo, dovrebbero, invece, essere esclusi dal differimento i contribuenti che svolgono attività agricole e che sono titolari solo di redditi agrari ai sensi degli artt. 32 ss. del TUIR (cfr. risposta a interpello Agenzia delle Entrate n. 330/2019).

Relativamente al requisito “oggettivo”, invece, la proroga spetta soltanto a condizione che, nel primo semestre dell’anno 2020, l’ammontare del fatturato o dei corrispettivi sia diminuito di almeno il 33% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

• non si tiene conto del calo del fatturato (Decreto “Ristori-bis”, art. 6 D.L. 149/2020) per quanto concerne i soggetti ISA richiamati che, nel contempo:

- esercitano una delle attività che sono state sospese o limitate a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, individuate nell’Allegato 1 del Decreto Ristori-bis che ha sostituito il vecchio allegato di cui al Decreto Ristori (D.L. 137/2020) nonché nell’Allegato 2 inserito nel medesimo Decreto “Ristori-bis”;

-  hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nella cosiddetta “zona rossa” che si caratterizza per uno scenario di massima gravità nonché per un livello di rischio alto;

non si tiene conto del calo del fatturato anche per gli esercenti attività di gestione di ristoranti nelle aree del territorio nazionale identificate come “zona arancione” caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto.

Il D.L. “Ristori-bis” interviene proprio su questo punto, eliminando, in capo alle due seguenti categorie di soggetti, la necessità di tale requisito del calo di fatturato per beneficiare della proroga.

Nella prima categoria, rientrano i soggetti ISA che, nel contempo:

- esercitano una delle attività che sono state sospese o limitate a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, individuate nell’Allegato 1 al DL 137/2020, come sostituito dall’art. 1 comma 1 del DL “Ristori-bis” e nell’Allegato 2 al medesimo DL;

- hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, individuate con le ordinanze del Ministro della salute adottate ai sensi dell’art. 3 del DPCM 3 novembre 2020 (si tratta, in pratica, delle Regioni della c.d. zona rossa, allo stato attuale Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta).

Invece, la seconda categoria di soggetti ISA è rappresentata dagli esercenti attività di gestione di ristoranti nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto individuate con le ordinanze del Ministro della salute adottate ai sensi dell’art. 2 del DPCM 3 novembre 2020. Si tratta, in pratica, delle Regioni della c.d. zona arancione, allo stato attuale Puglia e Sicilia.

Non si fa, in ogni caso, luogo al rimborso di quanto già versato.