Pedrengo — Un carico di cemento che pesa più di un uomo, decisioni sbagliate e una vita spezzata sul lavoro.
È la drammatica vicenda di Mohamed Ouhida, 59 anni, operaio tunisino rimasto in stato di coma vigile dopo essere stato schiacciato da anelli di cemento di 550 chili ciascuno durante una manovra di scarico in un cantiere di Pedrengo.
Era il 22 luglio 2020 quando tutto è cambiato: in un’area feste dove si stava realizzando una nuova struttura, un camion carico di enormi anelli di calcestruzzo è arrivato per la consegna. Mohamed, appena assunto da 1 mese e senza nessuna formazione specifica, sale sul pianale per aiutare alle operazioni.
L’oscillazione del grosso carico lo colpisce alla testa e lo schiaccia contro altre pile di materiale: una manovra che non gli lascia alcuna possibilità, se non quella di una vita in gravissime condizioni.
Oggi Mohamed è ancora ricoverato in una struttura di Bergamo, incapace di intendere e di volere, assistito dal fratello che ne è l’amministratore di sostegno.
Dopo 5 anni di battaglie legali, la Corte d’Appello di Brescia ha stabilito che Mohamed ha diritto a un risarcimento che supera i 574 mila euro:
- 240 mila per danno biologico;
- Quasi 292 mila per danno morale;
- Oltre 42 mila per invalidità permanente.
La decisione conferma la sentenza di primo grado e respinge gli appelli degli imputati.
La responsabilità è stata ritenuta condivisa fra più soggetti — dall’imprenditore che aveva assunto l’operaio senza esperienza né formazione, al capocantiere che ha ordinato lo scarico senza supervisionare, fino alla ditta di trasporto che ha fornito una gru non adeguata alla manovra.
Anche il conducente del camion è ritenuto corresponsabile.
Il giudice ha sottolineato che il datore di lavoro non ha illustrato al lavoratore i rischi specifici dell’operazione, così come il capocantiere non ha interrotto una manovra pericolosa nonostante segnali evidenti di rischio.
La tragica vicenda di Mohamed si inserisce in un quadro più ampio di incidenti sul lavoro in Italia e in Lombardia, dove purtroppo non sono rari gli infortuni gravi e mortali legati alla movimentazione di carichi pesanti o alla mancata osservanza delle norme di sicurezza.
Questa sentenza non solo ristabilisce un diritto economico per chi ha perso tutto, ma lancia un segnale forte: la sicurezza sul lavoro non è un optional, e la preparazione di ogni lavoratore è fondamentale per evitare tragedie.
