IL DATORE DI LAVORO AL CENTRO DELLA SICUREZZA: FORMAZIONE OBBLIGATORIA E NUOVE RESPONSABILITÀ

Sicurezzasul lavoro: oggi il datore non può più delegare la conoscenza!

Per anni la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro ha riguardato soprattutto lavoratori, preposti, dirigenti e soggetti incaricati di specifiche funzioni.

Il datore di lavoro rappresentava, sotto questo profilo, una particolare eccezione: salvo il caso in cui svolgesse direttamente determinati compiti, come quello di RSPP, non era previsto per lui un vero e proprio percorso formativo obbligatorio legato semplicemente alla sua qualifica.

Oggi questo scenario è cambiato. Il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 (Rep. n. 59) ha introdotto uno specifico percorso formativo per tutti i datori di lavoro, dando concreta attuazione a quanto previsto dall'art. 37 del D.Lgs. 81/2008.

Non si tratta di una modifica marginale. Cambia, in parte, la filosofia stessa della formazione in materia di sicurezza.

Chi decide deve anche conoscere.

Il principio alla base della nuova disciplina è piuttosto chiaro. Il datore di lavoro è il soggetto che dispone dei poteri decisionali e di spesa e sul quale ricadono alcune delle principali responsabilità nell'organizzazione della prevenzione aziendale.

È il datore di lavoro che:

- Organizza il lavoro;

- Decide il modo di lavorare;

- Si assicura che i rischi vengano correttamente valutati (firma la valutazione dei rischi);

- Gestisce persone, macchine e procedure.

 

Diventa quindi difficile immaginare un sistema efficace di prevenzione nel quale proprio chi ha il potere di organizzare l'impresa non possieda una preparazione specifica sul funzionamento di quel sistema. È questa la lacuna che la nuova disciplina intende colmare.

Non basta nominare consulenti e responsabili

 Uno degli equivoci più frequenti consiste nel pensare che la presenza di RSPP, consulenti, preposti e altre figure della sicurezza possa sostituire la conoscenza che deve possedere il datore di lavoro.

Non è così.

Un datore di lavoro deve essere in grado di comprendere almeno gli elementi fondamentali del sistema che è chiamato a dirigere.

Deve sapere, ad esempio:

- Quale significato ha la firma di un DVR;

- Cosa significa “valutare un rischio”;

- Come funzionano deleghe ed attribuzioni di responsabilità;

- Cosa guardano ASL e ispettori.

Non è solo una questione di sanzioni

Rimandare la formazione pensando di poter intervenire soltanto in caso di necessità significa sottovalutare la portata del nuovo obbligo.

ll punto, infatti, non è soltanto evitare una possibile sanzione.

La formazione del datore di lavoro è oggi un preciso adempimento previsto dal sistema di salute e sicurezza sul lavoro e la sua mancata effettuazione può assumere particolare rilevanza in occasione di un controllo o, ancora di più, a seguito di un infortunio. Per questo è importante non considerare il corso come un adempimento da affrontare all'ultimo momento, ma come una parte integrante delle responsabilità connesse al ruolo di datore di lavoro.

 

La fase transitoria richiede attenzione

L'introduzione di un nuovo obbligo comporta inevitabilmente un periodo di adeguamento. Ed è proprio in questa fase che diventa importante verificare tempestivamente la propria posizione.

Non tutti i datori di lavoro sono ancora pienamente consapevoli delle nuove disposizioni e continuare a fare riferimento alle regole precedenti può portare a sottovalutare gli adempimenti richiesti.

Chi si muove subito fa la differenza

Programmare per tempo la formazione consente invece di affrontare il nuovo obbligo in modo organizzato e consapevole, senza dover intervenire in prossimità delle scadenze o in occasione di eventuali verifiche.

Anticipare l'adeguamento significa non soltanto rispettare la normativa, ma anche acquisire gli strumenti necessari per comprendere meglio il proprio ruolo nel sistema di prevenzione aziendale.

 

Rinviare, al contrario, significa rischiare di trasformare un percorso che dovrebbe avere un'utilità concreta in un semplice adempimento da completare in fretta.

Concretamente…

La domanda oggi non dovrebbe più essere: “mi conviene fare il corso?” ma è: “quando mi organizzo per adempiere e fare il corso seriamente?”

La novità introdotta dell’Accordo Stato-Regioni va letta dentro una prospettiva più ampia.

 

La sicurezza sul lavoro è prima di tutto una questione di governance. Questo è forse il cambiamento culturale più interessante.

La sicurezza sul lavoro non dovrebbe essere considerata un compartimento separato dalla gestione aziendale.

- È organizzazione;

- È attribuzione delle responsabilità,

- È controllo;

- È gestione delle persone;

- È capacità di prevenire situazioni che possono produrre conseguenze umane, economiche e giuridiche estremamente rilevanti.

Ecco perché la formazione del datore di lavoro può diventare qualcosa di molto più utile di un nuovo obbligo normativo.

Può diventare l'occasione per verificare se il sistema di sicurezza dell'impresa funziona davvero!