PREVIDENZA COMPLEMENTARE 2026: L’AUTOMATISMO DEL TFR ALLA PROVA DEI CONTRATTI “BREVI”

A seguito della legge 199/2025, il 1° luglio 2026 è scattato il meccanismo del silenzio-assenso per la destinazione del TFR alla previdenza complementare per le nuove assunzioni.

Il meccanismo è stato ampiamente riformato e il Ministero ha messo a disposizione una serie di FAQ per chiarire le modalità di applicazione.

Se per i lavoratori a tempo indeterminato le regole appaiono relativamente chiare, per i contratti a termine la situazione è molto più articolata e con qualche punto di incertezza sia per i datori di lavoro che per i dipendenti.

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La regola generale: i 60 giorni come soglia chiave

La norma prevista dalla Legge di Bilancio fissa un principio generale: l'adesione automatica al fondo pensione si perfeziona decorsi 60 giorni dall'assunzione, salvo esplicita volontà contraria del lavoratore. 

Le linee COVIP precisano che eventuali sospensioni del rapporto (malattia, infortunio, congedi) non interrompono il computo dei 60 giorni.

Il contatore continua a scorrere indipendentemente dall'effettiva presenza in servizio del lavoratore.

Le FAQ del Ministero del Lavoro e le nuove linee guida COVIP precisano anche un aspetto fondamentale: questo automatismo vale solo se il rapporto di lavoro ha una durata sufficiente a consentire il decorso dei 60 giorni.

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Contratti brevi: l'automatismo non scatta

Nei rapporti di durata inferiore a 60 giorni, il meccanismo del silenzio-assenso non si attiva.

L'unica strada percorribile rimane l'adesione esplicita del lavoratore. Il TFR viene liquidato alla cessazione del rapporto, senza confluire in alcun fondo.

Va ricordato che ciò non esime però il datore di lavoro dall'obbligo di informativa previdenziale, che deve essere fornita ad ogni lavoratore, anche per rapporti brevissimi. 

Per le aziende dei settori ad alta rotazione di personale (stagionale, commercio, ristorazione, turismo) questo si traduce in un onere amministrativo tutt'altro che trascurabile.

I lavoratori a chiamata non sono esclusi dall'ambito di applicazione della riforma: la legge 199/2025 esclude esplicitamente solo i lavoratori domestici e il pubblico impiego.

Nelle direttive COVIP il contratto intermittente non viene citato. In una delle FAQ il Ministero parlava di applicazione dell'automatismo sospeso, in attesa di un eventuale decreto attuativo.

Si segnala che il testo ora è stato corretto e non riporta più questa precisazione per cui si può concludere che l'adesione automatica riguarda anche i lavoratori con contratto intermittente.

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Stagionali rischio dispersione del TFR 

 Per i lavoratori stagionali che non raggiungono i 60 giorni di contratto il rischio concreto per i lavoratori e di trovarsi con il TFR disperso in più posizioni che non maturano i requisiti minimi mentre i datori di lavoro, chiamati comunque a rispettare gli obblighi di comunicazione trasparente in materia si prefigura un aggravio non indifferente di adempimenti amministrativi inutili. 

 Per gli operai agricoli a tempo determinato, pesano le specifiche regole di settore; la contrattazione territoriale prevede la mensilizzazione del TFR, o per i contratti legati a singole fasi lavorative senza termine prestabilito, il TFR viene liquidato di volta in volta. In questi casi non esiste un "maturando" da conferire al fondo, e l'automatismo risulta quindi privo di oggetto.

Il problema più delicato riguarda i fondi pensione negoziali che prevedono una durata minima del rapporto per l'iscrizione del lavoratore alla posizione contributiva.

Ad esempio, il fondo "FONTE" per il settore terziario, turismo e servizi, ammette i lavoratori stagionali e a termine solo se hanno svolto almeno 3 mesi di attività nell'anno.

Qui si apre un corto circuito normativo: un lavoratore assunto per 10 settimane supera la soglia dei 60 giorni (e quindi l'automatismo scatterebbe), ma non raggiunge i 3 mesi richiesti dal fondo per l'iscrizione. 

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Fondo Tesoreria: altro punto irrisolto

Un ulteriore nodo riguarda le aziende che superano la soglia dinamica introdotta dalla legge 199 2025 che amplia la platea di quelle tenute a versare il TFR al Fondo Tesoreria INPS (i requisiti prevedono 60 dipendenti nel 2026-2027, 50 dal 2028, 40 dal 2032).

Come gestire il TFR nei 60 giorni di attesa della scelta del lavoratore? Su questo punto né la norma né la prassi offrono ancora chiarezza, rendendo necessario un ulteriore intervento interpretativo.

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Fonte:

https://www.fiscoetasse.com/new-rassegna-stampa/4185-tfr-2026-e-silenzio-assenso-le-regole-per-i-contratti-a-termine.html

 

A cura di:

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