RADON: IL RISCHIO INVISIBILE CHE NON DOVREBBE ESSERE SOTTOVALUTATO

Quando si parla di salute e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro, si pensa subito a rumore, sostanze chimiche, incendi o movimentazione dei carichi.

Esiste però un rischio molto meno evidente, ma altrettanto importante: il gas radon.

È invisibile, inodore, incolore e insapore. Proprio per questo può essere presente per anni in un edificio senza che nessuno se ne accorga.

 

Con l'adozione del Piano Nazionale d'Azione per il Radon 2023-2032, l'Italia ha rafforzato la propria strategia per ridurre l'esposizione della popolazione e dei lavoratori a questo agente naturale, riconosciuto come una delle principali cause di tumore al polmone dopo il fumo di sigaretta.

Che cos'è il radon?

Il radon è un gas radioattivo di origine naturale che deriva dal decadimento dell'uranio presente nel terreno e nelle rocce.

All'aperto si disperde rapidamente e raggiunge concentrazioni molto basse. Il problema nasce quando penetra negli edifici attraverso:

- Fessure nei pavimenti;

- Giunti di costruzione;

- Passaggi di tubazioni e impianti;

- Cavità presenti nelle fondazioni.

 

Negli ambienti chiusi, soprattutto se poco ventilati, può accumularsi fino a raggiungere concentrazioni significative.

Perché è un rischio per la salute?

Il radon non provoca effetti immediati e non dà alcun segnale della sua presenza.

Il rischio deriva dall'inalazione dei prodotti del suo decadimento radioattivo che, depositandosi nei polmoni, possono danneggiare le cellule nel corso degli anni.

Le evidenze scientifiche hanno portato l'Organizzazione Mondiale della Sanità e la IARC a classificare il radon come cancerogeno certo per l'uomo (Gruppo 1).

È inoltre importante sapere che il rischio aumenta sensibilmente nei fumatori: l'effetto del fumo di sigaretta e quello del radon non si sommano semplicemente, ma tendono a potenziarsi reciprocamente.

Non riguarda solo le abitazioni

 

Spesso si pensa al radon come ad un problema esclusivamente domestico.

In realtà interessa anche numerosi luoghi di lavoro, in particolare quelli situati:

- Ai piani interrati o seminterrati;

- Al piano terra in determinate aree geologiche;

- In edifici con ventilazione insufficiente;

- In ambienti sotterranei, gallerie, cantine o locali tecnici.

 

Per questo motivo il D.Lgs. 101/2020 ha introdotto specifici obblighi di valutazione e gestione del rischio radon per determinati luoghi di lavoro, successivamente rafforzati dal Piano Nazionale di Azione.

Il Piano Nazionale Radon 2023-2032

Il Piano, adottato con DPCM dell'11 gennaio 2024, rappresenta la strategia italiana per i prossimi anni.

L'obiettivo non è soltanto aumentare i controlli, ma diffondere una vera cultura della prevenzione.

 

Tra le principali finalità troviamo:

- Individuare le aree e gli edifici maggiormente esposti;

- Promuovere campagne di misurazione;

- Ridurre l'esposizione nei luoghi di lavoro e nelle abitazioni;

- Favorire interventi edilizi che limitino l'ingresso del gas negli edifici di nuova costruzione;

- Migliorare l'informazione rivolta a cittadini, professionisti e imprese.

Come si misura il radon?

A differenza di altri rischi, il radon non può essere percepito.

L'unico modo per sapere se è presente è effettuare una misurazione mediante appositi dosimetri, generalmente lasciati nell'ambiente per un periodo sufficientemente lungo da ottenere una valutazione rappresentativa della concentrazione media.

Solo dopo aver conosciuto il valore misurato è possibile stabilire se siano necessari interventi correttivi.

Se il valore è elevato, cosa si può fare?

La buona notizia è che il problema può essere affrontato con interventi spesso relativamente semplici.

 

Tra le soluzioni più efficaci troviamo:

- Miglioramento della ventilazione dei locali;

- Sigillatura delle vie di ingresso del gas;

- Sistemi di aspirazione o depressurizzazione del terreno;

- Interventi progettuali specifici nelle nuove costruzioni.

 

L'obiettivo non è eliminare completamente il radon – essendo un gas naturale sarebbe impossibile – ma ridurne la concentrazione a livelli compatibili con la tutela della salute.

 La prevenzione parte dalla conoscenza

Il radon è un rischio particolare: non si vede, non si sente e non provoca effetti nell'immediato.

Proprio per questo tende ad essere sottovalutato.

 

La normativa degli ultimi anni e il nuovo Piano Nazionale puntano invece a cambiare approccio, promuovendo una gestione preventiva fondata su misurazioni, valutazioni tecniche e, quando necessario, interventi di mitigazione.

Per aziende, professionisti e proprietari di immobili, conoscere questo rischio significa fare un passo concreto verso ambienti più sicuri e salubri, sia per chi lavora sia per chili vive ogni giorno.