L’ORGANIZZAZIONE PROFESSIONALE DEGLI STUDI E IL RUOLO DEL CONTROLLO DI GESTIONE

Come per ogni attività di impresa anche all’interno degli Studi Professionali si realizza quel basilare concetto di organizzazione indispensabile a garantirne un’evoluzione quanto e soprattutto per assicurare una visione di medio-lungo termine nella gestione d’insieme.

Parlare di organizzazione significa partire dal presupposto che ci sia una chiara e definita proceduralizzazione interna: ma tutto ciò si realizza effettivamente nei nostri Studi?

L’argomento spazia dalla gestione interna, in capo ai titolari, e che coinvolge unitamente le persone che ivi collaborano, per giungere poi ad un’amministrazione esterna dei rapporti con i vari stakeholders.

Internamente, dunque, il concetto abbraccia numerosi ambiti: dal livello di innovazione dello Studio alla leadership e gestione del team (e conseguentemente alle scelte dei collaboratori e i relativi rapporti interni), dall’aspetto contrattuale ed economico, agli ambiti tecnologico e relazionali.

Il tutto prosegue lungo un’analisi esterna che ricomprende il concetto di come comunicare efficacemente il proprio operato nel mercato e verso i vari stakeholders.

Il fine ultimo consiste nell’attribuire un valore intrinseco ed estrinseco allo Studio.

La parola organizzazione, etimologicamente significa strumento, rappresenta un insieme di persone unite per raggiungere uno o più obiettivi comuni in una connessione e un coordinamento continui: dalla fase di costituzione, fino alla sua crescita, ogni Studio Professionale intesse una serie di relazioni interne ed esterne idonee ad assicurare una serena e definita gestione delle attività, dei cambiamenti e delle fasi che naturalmente si presentano.

Il Controllo di Gestione tanto decantato per le sue funzionalità aziendali riverbera però i suoi vantaggi anche a livello professionale in quanto consente un monitoraggio costante delle attività, una loro calendarizzazione ed un approccio olistico con lo scopo di assicurare una corretta gestione dei rapporti esistenti, del capitale umano, economico e dei relativi servizi offerti per attivare una strategia mirata e consapevole.

Una tale profonda analisi transita doverosamente attraverso l’analisi degli errori commessi, più precisamente di errori organizzativi che da qualsivoglia ruolo vengano commessi.

Gli errori rappresentano degli eventi i cui risvolti non sono solo negativi ma anche positivi e rimettono in gioco varie dinamiche quali l’esatta trasposizione di attenzioni, regole e conoscenze.

Analizzare e comprendere aspetti culturali e stili di pensiero, mindset, consuetudini, prospettive e semplicemente credenze professionali che non conoscono talvolta più fondamento, rappresenta il risultato di un percorso di autovalutazione che permetta di far emergere quelle problematiche che si verificano negli Studi Professionali nei quali quotidianamente ciascuno di noi si interfaccia.

Sperimentare questa fase affinché rappresenti il punto di partenza verso una nuova considerazione degli eventi, il loro approccio agli stessi e l’impatto che ingenerano, significa porsi le giuste domande, selezionare le precise competenze, analizzare le specifiche situazioni per condividere e sviluppare feedback costruttivi.

Si tratta di una fase importante per comprendere e realizzare veramente quali siano i punti di forza e i punti di debolezza che si annidano all’interno dei nostri Studi e che incidono inevitabilmente su tutte le dinamiche e situazioni che quotidianamente si verificano.

Un’economia in costante evoluzione, la globalizzazione e la pandemia hanno accelerato queste dinamiche che portano doverosamente a dirigerci verso una visione strategica delle professioni, in una scelta tra l’essere protagonisti o vittime dei costanti cambiamenti in atto.

Tre dunque i punti nodali:

Controllo di Gestione interno (gestione metodologica del modello di business adottato, della strategia in atto e pianificazione di servizi e processi interni).

Approccio al cambiamento (analisi degli scenari futuri del comparto in cui lo Studio opera e dei possibili repentini cambiamenti).

Comunicazione esterna (messa in atto di un consapevole e strutturato percorso per comunicare efficacemente il proprio modello professionale).

Una valutazione a 360° di tutte queste opzioni, i loro effetti e le relative variazioni implementabili, consentirà di sfruttare le singole competenze interne e favorirà una reale strutturazione interna per un miglioramento continuo, un’analisi delle variabili economico-finanziarie ma anche relazionali e umane per la costruzione di nuove opportunità e per porre solide basi per affrontare qualsiasi sfida.

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