SORVEGLIANZA SANITARIA: QUANDO È OBBLIGATORIO NOMINARE IL MEDICO COMPETENTE

La nomina del medico competente per la sorveglianza sanitaria, a norma del D.Lgs 81/08 e s.m.i. potrebbe comportare dei rischi per il datore di lavoro a causa di una possibile incompatibilità con lo Statuto dei Lavoratori (L. n. 300/70). Alla luce di questa constatazione, nel presente articolo si intendono affrontare i casi in cui la nomina del medico competente è obbligatoria per legge, sottolineando che, se vi sono dubbi, è sempre consigliabile confrontarsi con il proprio consulente per la Salute e la Sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’art. 41 del D.Lgs 81/08 e s.m.i. afferma che la sorveglianza sanitaria deve essere effettuata dal medico competente in tutti i casi previsti dalla normativa vigente, anche in base alle indicazioni fornite dalla Commissione Consultiva Permanente per la Salute e Sicurezza sul Lavoro.

Il comma 1 del presente articolo, riportante tale indicazione, è stato così modificato dal D.Lgs 109/09, che ha eliminato la dicitura “nei casi previsti dalle direttive europee”. Appare chiaro che il legislatore abbia voluto rendere obbligatoria e lecita la sorveglianza sanitaria dei lavoratori solamente in tutti quei casi previsti dalla normativa vigente.

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Casi nei quali la sorveglianza sanitaria è obbligatoria per legge

Di seguito sono riportati i casi nei quali la sorveglianza sanitaria è ritenuta obbligatoria:

- Movimentazione Manuale dei Carichi e Sovraccarico biomeccanico dovuto a movimenti ripetitivi: l’art. 168 del Titolo VI del D.Lgs 81/08 e s.m.i. specifica che, tra gli obblighi del datore di lavoro, si ha anche l’attivazione della sorveglianza sanitaria, anche in base all’esito della valutazione dei rischi e ai fattori di rischio individuati nella realtà lavorativa.

- Attività svolte con attrezzature munite di videoterminale: l’art. 176 del Testo Unico sulla Salute e la Sicurezza sul lavoro sottolinea che la sorveglianza sanitaria è necessaria per tutti coloro che utilizzano attrezzature munite di videoterminale per un periodo uguale o superiore alle venti ore lavorative alla settimana.

- Esposizione ad agenti di tipo fisico, come il rumore, le vibrazioni meccaniche, le radiazioni ottiche artificiali, ecc. in tutti i casi in cui si ha un’esposizione tale da supporre possibili conseguenze dannose per la salute dell’individuo.

- Esposizione a sostanze pericolose: il Titolo IX del D.Lgs 81/08 e s.m.i. afferma che la sorveglianza sanitaria deve sempre essere attivata per i lavoratori esposti a sostanze chimiche pericolose, a meno che i risultati della valutazione vadano a delineare un rischio classificabile come basso per la sicurezza e irrilevante per la salute degli stessi. Diverso risulta essere il discorso nel caso di esposizione a sostanze cancerogene o mutagene, infatti tutti i lavoratori che, a causa della loro attività lavorativa, sono esposti a tale rischio, devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria.

- Esposizione ad agenti biologici: il comma 1 dell’art. 279 del D.Lgs 81/08 e s.m.i. definisce che, qualora a seguito di valutazione ne rilevi la necessità, tutti i lavoratori esposti al rischio biologico devono essere sottoposti alla sorveglianza sanitaria.

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Oltre ai casi definiti dal Testo Unico, è prevista la sorveglianza sanitaria anche per:

- Il lavoro notturno;

- L’esposizione a radiazioni ionizzanti;

- I lavori in cassoni di aria compressa;

- Il lavoro in ambiente confinato;

- I lavori su impianti elettrici ad alta tensione;

- La verifica dei requisiti psicofisici a cura del medico competente del personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico.

- L’esclusione dell’assunzione di sostanze stupefacenti nelle categorie previste dall’intesa Stato – Regioni del 30 ottobre 2007.

- Gli addetti al settore sanità esposti a rischio infortunistico ferita da taglio e da punta.

Oltretutto, in alcuni casi specificati dalla normativa, può essere previsto dal medico competente il controllo dell’assunzione di alcol durante l’orario di lavoro.

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Cosa fare nei casi non previsti dalla normativa vigente?

In tutti quei casi in cui l’attuale normativa non prevede obbligatoriamente l’attivazione della sorveglianza sanitaria, il datore di lavoro non è obbligato a nominare il medico competente.

Allo stesso tempo però dobbiamo sottolineare la presenza del comma 2 dell’art 41 del D.Lgs 81/08 e s.m.i. che evidenzia come la sorveglianza sanitaria possa essere richiesta anche dal lavoratore, se il medico competente ritiene che sia correlata ai rischi lavorativi.

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