Fino a ieri funzionava così: il datore di lavoro chiedeva: “devo fare il corso sicurezza?”
E la risposta, spesso, era: “dipende.” Se faceva l’RSPP sì, se lavorava in azienda, forse. Altrimenti no. E molti si fermavano lì.
Con il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 (Rep. n. 59) il legislatore ha fatto una scelta precisa: la formazione del datore di lavoro diventa parte integrante del sistema obbligatorio.
Non è più legata solo ai ruoli accessori. Non è più un “di più”; non è aggirabile.
È formazione strutturata, con contenuti, durata e verifica finale.
La logica è semplice, ed è anche difficile da contestare.
Il datore di lavoro:
- Organizza il lavoro;
- Decide come si lavora;
- Firma la valutazione dei rischi;
- Gestisce persone, macchine e procedure.
Fino ad oggi, paradossalmente, era l’unico soggetto che poteva non avere una formazione obbligatoria vera e propria. Questa contraddizione è stata superata.
Qui c’è il punto che molti stanno sottovalutando. Questo non è: il corso lavoratori, il corso RSPP, un aggiornamento qualsiasi è un percorso pensato per il ruolo del datore di lavoro.
Serve a capire:
- Cosa stai firmando quando firmi un DVR;
- Cosa significa davvero “valutare un rischio”;
- Dove finisce la delega e dove resta la tua responsabilità;
- Cosa guardano davvero ASL e ispettori.
Chi pensa “lo faccio quando me lo chiedono” sta sbagliando approccio. Perché il problema non è la multa.
Il problema è questo: oggi esiste un obbligo formativo preciso quindi, in caso di controllo o infortunio, non averlo fatto diventa immediatamente contestabile.
Non è più una “zona grigia”, non è più interpretabile.
Come sempre succede, il momento più pericoloso è quello iniziale. Molti datori di lavoro non sanno ancora dell’obbligo, pensano valga ancora la vecchia logica e rimandano.
Ed è esattamente lì che iniziano i problemi, soprattutto in caso di verifica.
La differenza la farà chi si muove subito.
Chi si adegua adesso:
- Si mette in regola;
- Capisce davvero il proprio ruolo;
- Evita errori organizzativi (che sono quelli che fanno maledavvero).
Chi aspetta rischia di:
- Rincorrere;
- Fare formazione “di corsa”;
- Fare formazione solo quando è troppo tardi.
Se sei datore di lavoro, oggi la domanda giusta non è più: “mi conviene fare il corso?”
Ma: “quando lo faccio?” Perché la direzione normativa è già tracciata.
Questa volta è molto chiara, la formazione non è più qualcosa da rimandare.
